Delta Oil's Dirty Business

Diretto da

L'altra faccia dello sviluppo globale: il delta del fiume Niger, un tempo paradiso naturale, si è trasformato in un vero e proprio inferno per lo sfruttamento delle risorse petrolifere delle multinazionali occidentali, responsabili con le loro lucrose attivitè della distruzione di un intero ecosistema. Un'area popolata da più di 20 milioni di persone, è stata colpita dal brutale avvelenamento della flora e della fauna e dalla conseguente alterazione della catena alimentare. Sotto le continue incursioni dei corpi speciali e della polizia nigeriana al soldo delle compagnie petrolifere decise a stroncare ogni possibile protesta, la popolazione indigena ha preso la via della lotta armata. Delta Oil's Dirty Business mostra, per la prima volta dall'interno, la vita rischiosa dei componenti di uno di questi gruppi, il MEND, Movement for the Emancipation of the Niger Delta, decisi in ogni modo a porre fine alla devastazione della loro terra.

Titolo tradotto
[Gli affari sporchi della Delta Oil]
Genere
Documentario
Paese
Grecia
Anno
2006
Durata
65'
Produttore
Yorgos Avgeropoulos
Casa di produzione
ERT, Small Planet
Lingue
Inglese
Note di regia
Note di regia

«Delta Oil's Dirty Business è un thriller ecologico, che dimostra come le abitudini delle compagnie petrolifere multinazionali in quella parte del mondo siano piuttosto diverse da ciò che mostrano nelle loro pubblicità. Il conflitto diviene inevitabile quando lo 'sviluppo' porta con sé la catastrofe».

Energia

Energia

La grande protagonista di una difficile transizione che alimenta da sempre il dibattito ambientale con le sue dicotomie: fossile, nucleare, idroelettrica, solare, eolica, rinnovabile, non rinnovabile, pulita, inquinante.
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the Creative Europe Media Program. Neither the European Union nor the granting authority can be held responsible for them.